Classic Army H&K G36C

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Classic Army H&K G36C

Messaggio Da Ospite il Mar Mar 03, 2009 10:38 pm

Dopo qualche mese di utilizzo e diverse sessioni di allenamento, credo di poter dare un giudizio sulla replica del H&K G36C della Classic Army.



Ecco le caratteristiche tecniche dal sito della CA:
Model No. ---> CA002P
Product Name ---> CA36C
Weight ---> 2744.0g
Barrel Length ---> 247mm
Barrel Caliber ---> 6.08mm
Bullet Capacity ---> 470
Bullet ---> 6mm BB
Initial Bullet Speed ---> 85-95 m/sec or 280.5 - 313.5 fps
Battery Type ---> Mini Type

ESTERNO:
L’ASG viene venduta in un solido blister di polistirolo che contiene anche un caricatore maggiorato da 470 BB, lo spegnifiamma in metallo e l’astina per pulire la canna.

Data l’ottima scelta dei materiali da parte della CA, al primo impatto la replica si presenta subito solida e ben assemblata, senza sbavature di sorta.

Da notare la presenza di tre R.I.S. in metallo sul paramano, esclusiva di questo modello, che, unite alla slitta nella parte superiore del maniglione, conferiscono allo stesso un’immediata capacità di “customizzazione” per assecondare le necessità dell’operatore.

Ancora, si apprezza la consistenza del sistema di ancoraggio del calcio “a stampella”, solido e preciso, che permette di passare da una configurazione all’altra in maniera rapida e funzionale


Il G36C dal "vivo"

INTERNO:
Al suo interno, il G36C ha un gear-box di III generazione, in cui troviamo le tipicità della Classic Army in fatto di meccanica: boccole e ingranaggi in acciaio, con un buon gruppo aria, che, nella maggior parte casi, non teme utilizzi anche da parte di softgunner da dito “pesante”.

Il motore è un solido HIGH TORQUE, che ben si adatta a diversi regimi di funzionamento e sicuramente è uno dei punti di eccellenza di questa replica.

Il gruppo elettrico, come da standard per la CA, è costituito da fili di buona qualità così come la presenza del fusibile garantisce la salvaguardia di tutto il sistema elettromeccanico da sgraditi problemi di sovraccarico o di correnti di spunto troppe elevate.

PREPARAZIONE:
La batteria alloggia nel paramano e il primo montaggio può risultare al quanto scomodo, sia per le non chiare istruzioni da parte della produttrice, sia per l’eccessiva interferenza tra i fori ed il perno passante, ma dopo qualche tempo, sistemando opportunamente i fili con un giro di nastro isolante e una piccola operazione di alesatura dei fori del paramano (anche con un cacciavite), tale operazione diventa semplice ed immediata.


La soluzione da me adottata per sistemare i fili nel paramano, facilitando le operazione di ancoraggio e sostituzione della batteria

La CA consiglia di usare batterie da 8.4V e la mia esperienza concorda con tale idea, ma come molti di voi sanno, con i dovuti accorgimenti, il G36 può utilizzare batterie più con tensioni ed amperaggi maggiori.

I caricatori sono in plastica ed hanno una “praticità” in termini di caricamento sicuramente inferiore a quella dei caricatori della serie Colt, ma si fanno apprezzare la loro capienza e il peso contenuto.

La presenza di tre occhielli permette una vasta gamma di soluzioni per il trasporto e la scelta della cinta: personalmente, ho utilizzato una “tre punti” ed una “un punto”, preferendo quest’ultima.

SUL CAMPO:
Il G36c si fa apprezzare immediatamente per facilità con cui permette all’operatore di andare in puntamento e per la versatilità dei suoi utilizzi.
Al cronografo, si registra un rispettabile 0.91, che ne permette il suo utilizzo sin dal giorno dell'acquisto, evitando interventi di depotenziamento

Usando dei BB da 0.25g, con la molla originale, la gittata utile è nella media e la con una 8.4, il “rate of fire” non è niente male, con una rosata abbastanza stretta.

Il gruppo “HOP-UP” è di facile accesso (basta tirare indietro la leva di armamento) ed è di semplice regolazione.

Il calcio “a stampella” permette di adattare l’AGS anche a passaggi angusti e a situazioni di “close combat”.

Personalmente, ho corredato la mia replica con un AIM DOT e una cinta “Bunch Sling” della G&P, ottenendo una combinazione davvero efficace in molti dei frangenti tipici del nostro sport, infatti il “dot” mi permette di fare un buon tiro quando c’è al possibilità di mirare, mentre la cinta “ad un punto”, unità alle caratteristiche intrinseche dell’AGS, mi dà la possibilità di andare velocemente in puntamento nella situazione di “tiro istintivo”.


Il G36C "combat ready"

Concludendo, per le caratteristiche che ho descritto, mi sento di consigliare il G36c a chi si avvicina per la prima volta al SoftAir, ma ciò non toglie che possa essere apprezzato anche da palati più esigenti, redendo questa ASG un “must-have” per tutti gli appassionati di questo sport.

PRO
- Versatilità
- Materiali
- Rapporto qualità/prezzo

CONTRO
- Caricatori in plastica e non sempre precisissimi

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